Franco Battiato ricordato dallo chef Claudio Sadler: “Amava la mia cucina, era un uomo di grande umiltà”

Ci sono incontri che restano impressi per sempre. Per lo chef Claudio Sadler, uno di questi ha il volto e la voce di Franco Battiato. Un artista immenso, ma anche un uomo semplice, riservato, curioso. A cinque anni dalla sua scomparsa, il ricordo passa attraverso la cucina, i piccoli gesti, i piatti preparati con attenzione. E ogni dettaglio apre una finestra su un rapporto sincero, nato nel silenzio di un tavolo appartato e cresciuto negli anni.

Un incontro nato in silenzio

Il loro primo contatto avviene alla fine degli anni Novanta. Battiato arriva all’Osteria di Porta Cicca, in via Ascanio Sforza a Milano, accompagnato da alcuni produttori. Chiede discrezione, e Sadler lo accoglie in uno spazio appartato. È un momento rapido, ma basta poco allo chef per capire la natura dell’uomo che ha davanti: attento, sensibile, curioso anche quando si tratta di cibo.

All’epoca, racconta Sadler, l’artista non era ancora del tutto vegetariano. Bevande alcoliche quasi niente, vino men che meno. Ma la sua presenza comunicava altro. Comunicare con lui era semplice, naturale. Un maestro, ma umile fino all’essenza.

Un legame che cresce negli anni

La loro frequentazione si intensifica tra il 2010 e il 2021. Ogni volta che Battiato arriva a Milano per registrazioni o impegni vari, sceglie il ristorante di Sadler come luogo di pausa e ristoro. Sempre insieme ai suoi musicisti, sempre al centro della scena senza mai volerlo.

  Itameshi Wafu: la fusione italo-giapponese che conquista ristoranti e chef in tutto il mondo

Porta con sé altri artisti, amici, colleghi. Ma resta la figura di riferimento, rispettata da tutti. E Sadler ammette di aver nutrito per lui una grande ammirazione.

I gusti semplici di un uomo complesso

A tavola, Battiato preferisce sapori semplici. Con il tempo si avvicina sempre di più al mondo vegetariano. Lo chef gli prepara antipasti leggeri e da condividere: piccole insalate, fiori di zucchina, gazpacho di pomodoro, frittate delicate. Ma è un piatto in particolare a conquistarlo.

Il piatto del cuore: riso basmati con verdurine e salsa di pomodoro

Il Maestro ha un piatto preferito, semplice e pulito nei sapori: riso basmati con verdurine e salsa di pomodoro. All’inizio Sadler gli proponeva un riso al curry, ma il piccante non lo convinceva. Così nasce una versione su misura, più delicata.

Ingredienti

  • 1 peperone giallo
  • 1 peperone rosso
  • 1 zucchina
  • 1 carota
  • 100 g di piselli fini
  • 1 costa di sedano
  • 100 g di asparagi
  • 350 g di riso basmati
  • 1 cipolla rossa di Tropea
  • 80 g di olio evo
  • Burro q.b.
  • 1 scalogno dolce
  • 200 g di pomodori San Marzano
  • 100 g di pomodoro cuore di bue
  • 100 g di pomodori ciliegini
  • Un mazzetto di basilico

Procedimento

  • Cuocere il riso basmati in acqua bollente salata per 10–15 minuti secondo la marca. Scolare e lasciar raffreddare.
  • In una padella, far sfrigolare olio evo e burro. Aggiungere le verdure tagliate e stufarle per 4 minuti.
  • Unire il riso. Aggiungere salsa di soia e worcester sauce. Saltare per 8 minuti regolando il sapore.
  • Preparare la salsa rosolando lo scalogno e unendo i tre tipi di pomodoro. Cuocere finché non si addensa.
  • Frullare e passare al chinoise. Servire accanto al riso.

Un uomo che non amava mettersi al centro

Nonostante la fama, Battiato resta sempre schivo. Un giorno Sadler decide di omaggiarlo mettendo un suo disco in sala. L’artista sorride e chiede di cambiarlo. Non vuole ascoltare la propria voce mentre mangia. Un gesto semplice, e forse proprio per questo indimenticabile.

  Mattonella di biscotti con crema: il dessert senza cottura più facile da preparare

E poi c’è la sua piccola debolezza: i dolci. Panna, zucchero, tè con almeno tre cucchiaini di zucchero a fine pasto.

Una mostra per riscoprirlo: “Franco Battiato. Un’altra vita”

Al MAXXI di Roma è aperta fino al 26 aprile 2026 la mostra Franco Battiato. Un’altra vita, curata da Giorgio Calcara con Grazia Cristina Battiato. È un percorso in sette sezioni che racconta l’artista dagli esordi tra Sicilia e Milano alla sua evoluzione come figura totale: musica, cinema, pittura, spiritualità, ricerca.

Non una semplice retrospettiva, ma un viaggio. Un modo per entrare nel suo immaginario e capirne la profondità.

Un ricordo che continua a vivere

Nelle parole di Sadler, Battiato resta un uomo raro. Un artista straordinario, certo, ma prima ancora una persona attenta e gentile. Il suo ricordo passa da un piatto preparato con cura, da un gesto leggero, da un silenzio rispettoso. Ed è forse questo che lo rende ancora vivo oggi.

5/5 - (29 Voti)
Cucina