Roberta Esposito, la pizzaiola campana con un menu dedicato solo alla margherita

Raccontare la storia di una pizzaiola che ha ribaltato le regole è sempre affascinante. Ancora di più quando il suo lavoro nasce da una scelta coraggiosa. Roberta Esposito ha costruito un percorso personale, partito quasi per caso, che oggi la porta a essere una delle figure più interessanti della pizza italiana. Il suo segno distintivo. Un intero menu dedicato alla Margherita.

Dagli esordi ad Aversa alla scoperta della pizza

Roberta Esposito nasce nel 1983 a Napoli e cresce ad Aversa. La ristorazione è un ambiente di famiglia. I suoi genitori gestiscono infatti La Contrada, ristorante con anche una linea di pizzeria. Eppure, all’inizio, la pizza non rientra tra i suoi progetti.

Studia sommellerie, mentre suo fratello sceglie la strada della cucina e diventa chef. La svolta arriva in modo inatteso. Mettendo le mani in pasta, Roberta si appassiona alla tonda e inizia a interrogarsi su come migliorare l’impasto. Da autodidatta studia farine, tempi di lievitazione e tecniche di cottura. Poco alla volta costruisce una visione personale che la porta a una pizza riconoscibile.

Una pizza fuori dagli schemi

Il territorio tra Napoli e Caserta è segnato da scuole e identità forti. La tradizionale napoletana, la contemporanea dai grandi alveoli, la casertana con i suoi canotti. In questo panorama, Roberta Esposito sceglie una strada autonoma.

Oggi lavora con farine venete meno raffinate, più umide e profumate. Sono farine difficili da gestire ma che, secondo lei, regalano un sapore pieno e una grande digeribilità. Non rinuncia al cornicione ma evita ogni esagerazione estetica. Il suo obiettivo è offrire un morso leggero e pulito.

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Da alcuni mesi introduce anche una novità alla Contrada e nel locale pugliese Brando. Una pizza fine e dal bordo sottile, ispirata a quella romana, ma sempre reinterpretata secondo la sua sensibilità.

Un menu dedicato solo alla Margherita

Nel 2009 il mondo della pizza inizia a cercare combinazioni sorprendenti. Ingredienti esotici, contrasti forti, sperimentazioni. Roberta Esposito sceglie la via opposta. A 25 anni decide di concentrarsi sulla Margherita. La osserva come una sommelier studia un vino.

Scompone la ricetta nei suoi elementi principali. Ricerca diverse varietà di pomodoro, sia in purezza sia trasformate. Fa lo stesso con i latticini e con l’olio extravergine. Segue la stagionalità degli ortaggi e quella della filiera casearia. In questo modo dimostra che una pizza classica può aprirsi a infinite interpretazioni. E può persino giustificare un intero menu.

La Bruciata e l’espansione in Puglia

La Margherita-simbolo di Roberta è la Bruciata. Contiene datterini gialli e rossi, pomodoro verde dell’Agro Sarnese bruciato al forno a legna, coulis e caviale al basilico. È sempre presente in Campania. Da settembre 2025, però, si trova anche in Puglia.

A Gioia del Colle nasce Brando, progetto creato insieme all’imprenditore Andrea Brandonisio, proprietario del caseificio Gioiella. Il locale è moderno, disposto su due livelli. Un grande bancone in stile American bar introduce a una sala dal fascino Liberty. Nel basement, la pietra leccese crea un’atmosfera elegante e accogliente.

La pizza resta la protagonista. Qui Roberta prepara un impasto simile a quello aversano ma leggermente più piccolo e più cotto. L’obiettivo è valorizzare il latticino di vacca Dop ottenuto da Gioia del Colle nel 2020.

Le interpretazioni pugliesi della Margherita

Il menu pugliese propone versioni pensate per il territorio. Tra queste spiccano:

  • Pomopoppulèa: mozzarella di Gioia del Colle Dop, stufato al sugo di braciola in salsa di San Marzano, prezzo 16€
  • Assassina: salsa all’assassina, burrata, caciocavallo di grotta Gioiella, pesto di basilico e olio extravergine locale, prezzo 12€
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Due esempi che mostrano come la Margherita possa dialogare con identità diverse senza perdere la sua natura.

Il percorso di Roberta Esposito continua a dimostrare quanto una visione personale, applicata con rigore, possa trasformare un classico senza tradirlo. La Margherita diventa così un terreno sempre nuovo da esplorare.

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