Bonet piemontese: il pasticciere rivela la ricetta tradizionale con o senza uova

Il bonet piemontese divide spesso gli appassionati di cucina. Con le uova o senza? La risposta arriva da un grande pasticciere e sorprende chi pensava a una versione più “leggera”. Questo dolce antico ha una storia affascinante, una ricetta precisa e piccoli segreti che fanno davvero la differenza.

Bonet piemontese: uova sì o no?

La domanda è diventata popolare dopo una puntata di 4 Ristoranti dedicata alle piole torinesi. Molti spettatori si sono chiesti se il bonet si prepari con le uova oppure no. La discussione tra i ristoratori è stata accesa e il programma non ha dato una risposta definitiva.

Per chiarire, abbiamo guardato ai fatti condivisi da Fabrizio Galla, pasticciere piemontese tra i più riconosciuti. È membro APEI e uno dei pochi italiani nel prestigioso Relais Dessert. La sua posizione è netta: le uova nel bonet sono indispensabili. Servono ad amalgamare gli ingredienti e funzionano come unico addensante.

Secondo Galla, la base del bonet tradizionale comprende:

  • uova
  • zucchero
  • cacao
  • latte
  • panna
  • caffè o rum a seconda della zona
  • amaretti

Senza uova, spiega il pasticciere, il dolce perderebbe consistenza e non terrebbe la forma.

Le origini del bonet piemontese

Il bonet ha una storia lunga e curiosa. Nasce agli inizi dell’Ottocento nelle case ricche di Torino. Solo più tardi si diffonde nelle zone vicine, in particolare nelle Langhe, dove oggi è molto identificato.

Un dettaglio sorprendente? In origine non conteneva cacao, perché era un ingrediente costoso e poco diffuso. Il cacao viene aggiunto solo più tardi.

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Anche il nome ha due possibili origini. La prima richiama un cappello tondeggiante, simile allo stampo usato per la cottura. La seconda lega il termine al momento del servizio: un dolce che chiude il pasto, proprio come il cappello che si indossa prima di uscire.

Come servire il bonet

In Piemonte il bonet è un classico familiare. Ogni paese, e spesso ogni casa, ha una variante. Al momento del servizio alcuni aggiungono un tocco in più, come:

  • panna montata
  • amaretti
  • marron glacé

I consigli di Fabrizio Galla per un bonet perfetto

  • Scaldare latte e panna per sciogliere bene lo zucchero.
  • Evitare le alte temperature, perché il bonet richiede cotture lente.
  • Prepararlo con due giorni di anticipo e farlo riposare in frigo. Così otterrà una forma più stabile e una texture migliore.

Ricetta del bonet tradizionale di Fabrizio Galla

Ingredienti per uno stampo da 18 cm

  • 200 g latte
  • 130 g panna fresca
  • 70 g zucchero semolato
  • 100 g uova
  • 85 g amaretti sbriciolati
  • 10 g cacao
  • 15 g liquore all’amaretto
  • Per il caramello: zucchero q.b.

Procedimento

Preparate il caramello a secco. Fate sciogliere una piccola quantità di zucchero senza mescolare, poi aggiungete il resto e lasciate colorare fino a una tonalità nocciola chiaro. Versate il caramello nello stampo.

Scaldate latte e panna fino al primo bollore. Intanto frullate gli amaretti. Unite amaretti, zucchero e cacao. Aggiungete le uova e il liquore, poi mescolate.

Versate la miscela calda di latte e panna in due volte sul composto, amalgamando con una frusta.

Trasferite nello stampo caramellato.

Cuocete:

  • 30-32 minuti a 90°C in forno a vapore
  • oppure 30-35 minuti a 150°C a bagnomaria

Controllate la cottura con uno stuzzicadenti. Deve uscire pulito. Fate raffreddare a temperatura ambiente coperto con un panno. Poi lasciate riposare in frigorifero almeno una notte.

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Così nasce un bonet davvero tradizionale, morbido, compatto e profondamente piemontese.

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