Longevità in Sicilia: a Menfi il segreto è il macco di fave, piatto tradizionale dei centenari

In Sicilia ci sono luoghi che sembrano custodire una calma speciale. A Menfi e nei paesi vicini questa serenità passa anche dal piatto. Uno dei più simbolici è il macco di fave, una ricetta povera che, secondo gli studiosi, accompagna da sempre la longevità dei centenari della zona. Vale la pena capire perché.

Una nuova “Zona Blu” nel cuore dei Monti Sicani

Negli ultimi anni gli studiosi hanno guardato con attenzione a Caltabellotta, un comune di tremila abitanti incastonato nei Monti Sicani. Le ricerche del professor Gianni Pes, in collaborazione con il professor emerito Calogero Caruso, hanno identificato quest’area come una Zona Blu emergente. Il lavoro è stato pubblicato sul Journal of Aging and Longevity.

I dati hanno sorpreso molti. La percentuale dei nati tra il 1900 e il 1924 che ha raggiunto o superato i 90 anni è salita dal 3,6% al 14%. In più, 1 persona su 166 ha compiuto 100 anni. Numeri molto più alti rispetto alle medie nazionali e regionali.

Uno stile di vita semplice che convince la scienza

Secondo gli studiosi, la genetica conta. Ma non quanto ci si aspetterebbe. A fare davvero la differenza sono l’ambiente, il modo di mangiare e le relazioni quotidiane. A Caltabellotta il nome stesso richiama la natura: “Kalat-en ballut” significa “castello delle querce”. Un contesto che aiuta già di per sé a tenere bassi i livelli di stress.

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La dieta, poi, racconta tutto. È una cucina contadina, semplice. Si basa su verdure spontanee, legumi e sull’olio extravergine del posto, ricavato dalla cultivar Biancolilla. Non a caso Caltabellotta fa parte dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio.

Gli ingredienti della longevità nel piatto

Il macco di fave diventa così il simbolo di un modo di vivere. Il piatto riassume gli elementi che caratterizzano la zona:

  • Verdure selvatiche di stagione: cicoria, tarassaco, cavoli, finocchietto, asparagi
  • Ricotta fresca di pecora prodotta localmente
  • Pane di semola rimacinata preparato con grani siciliani
  • Legumi presenti in molte ricette tradizionali
  • Consumo quasi nullo di carne

Una dieta equilibrata, povera ma completa, che ha fatto parte della vita quotidiana per generazioni.

La ricetta tradizionale del macco di fave

Lo chef Gabriele Caruso, dell’Osteria Gulea, racconta che questa ricetta custodisce l’essenza della cucina locale. È un piatto sostenibile, contadino, tramandato nel tempo. Ecco gli ingredienti necessari.

Ingredienti

  • Fave secche 400 g
  • Sedano, carote, cipolle 150 g totali
  • Cicoria 140 g
  • Cavoli 140 g
  • Finocchietto 1 mazzetto
  • Ricotta fresca di pecora 150 g
  • Pane di semola di grano duro 4 fette
  • Olio extravergine di oliva Biancolilla q.b.
  • Sale e pepe q.b.

Preparazione

  • Sciacquate le fave e lasciatele in ammollo per almeno 3 ore.
  • In un tegame fate appassire sedano, carote e cipolle con olio extravergine.
  • Scolate le fave, unitele al soffritto e coprite con circa 1,5 litri di acqua calda. Cuocete per 45 minuti.
  • Aggiungete cicoria, cavoli e finocchietto. Regolate di sale e pepe.
  • Lasciate riposare qualche minuto. Nel frattempo tostate il pane e strofinatelo con aglio.
  • Servite il macco caldo con la ricotta al centro, un filo d’olio e i crostoni.
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Il consiglio finale dello chef

Per una consistenza ancora più cremosa potete schiacciare parte delle fave contro i bordi del tegame. È un gesto semplice, ma regala una densità che conquista.

Un piatto che racconta la Sicilia che vive a lungo

Il macco di fave non è solo una ricetta. È il riflesso di un territorio che ha fatto della sobrietà e del rispetto della natura la propria forza. E forse è proprio questo che, ancora oggi, aiuta tanti abitanti dei Monti Sicani a spegnere un numero sorprendente di candeline.

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