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Il talento femminile nel mondo del cibo, del vino e dell’ospitalità continua a crescere. E ogni anno porta nuove storie che ispirano, sorprendono e mostrano quanto la passione possa cambiare un destino. Tra le protagoniste premiate ai Women in Food 2026, spicca un percorso che colpisce per determinazione e autenticità: quello della chef Arianna Gatti. La sua storia è un esempio potente di come una scelta coraggiosa possa trasformarsi in una carriera luminosa.
Un evento che celebra il talento
Dal 17 al 19 marzo, nella cornice luminosa del Verdura Resort in Sicilia, torna l’appuntamento dedicato alle donne che stanno lasciando un segno nel panorama enogastronomico. È un evento che unisce professioniste diverse tra loro, ma unite da una stessa forza: la voglia di innovare e di raccontare il territorio attraverso il proprio lavoro.
Arianna Gatti: una strada non scontata
Arianna Gatti lo ripete spesso ai giovani che incontra: «Non è mai troppo tardi per capire a cosa si è destinati». Una frase che oggi suona forte perché parla anche di lei. Nata nel 1991 a Forme, un piccolo paese d’Abruzzo, cresce in una famiglia dove la cucina è parte della vita quotidiana. I genitori, entrambi ottimi cuochi, gestiscono un ristorante e le trasmettono passione e curiosità.
Eppure, il percorso non è immediato. Dopo il liceo scientifico, Arianna capisce che l’università non è la sua strada. Sente che il suo posto è altrove. È in cucina. Da qui prende forma una scelta che cambierà tutto.
Formazione e gavetta: un viaggio intenso
Per diventare la professionista che è oggi, Arianna parte da solide basi. Si iscrive alla scuola internazionale di cucina Alma, fondata da Gualtiero Marchesi. È un ambiente rigoroso, che forma tecnicamente e mentalmente. Lì scopre un metodo e un linguaggio che la accompagneranno sempre.
Arriva poi il periodo della gavetta, un passaggio che lei non vive come un ostacolo, ma come un’occasione per crescere. Lavora con:
- Paolo Teverini in Romagna
- I fratelli Leoni a Bologna
- Philippe Léveillé al “Miramonti l’altro” di Concesio (Brescia)
Proprio al Miramonti l’altro arriva quasi per caso e resta dieci anni. Un periodo lungo, in cui conquista il ruolo di sous chef e impara a padroneggiare sia la cucina italiana sia quella francese. Studia, sperimenta, si assume responsabilità che la fanno crescere in fretta.
Il sogno che diventa realtà: il ristorante Forme
Nel 2023 arriva un traguardo speciale. Arianna apre a Brescia il suo ristorante, Forme. Un nome che è un omaggio alle sue origini abruzzesi, ma anche un simbolo della sua visione. La sua è una cucina italiana contemporanea, golosa e precisa. Nei suoi piatti non cerca scorciatoie. Punta sempre a un dettaglio che sorprende e mantiene viva l’attenzione del palato.
Un futuro che guarda in alto
Come molti chef, anche Arianna sogna la stella Michelin. È un obiettivo che sente vicino ma che affronta con calma, continuando a perfezionare il suo stile e a guidare giovani cuochi con la stessa frase che ripete a se stessa: «State il più possibile in cucina».
La sua storia è una delle tante che animano i Women in Food 2026. Ed è la prova di quanto talento, studio e coraggio possano aprire strade inattese. Storie così ricordano che ogni percorso può trovare la sua forma, proprio come un piatto costruito con cura e intenzione.












